Quando amare fa soffrire

Cara amica, ti scrivo perché vorrei condividere con te alcune riflessioni sul modo di amare delle donne. Sono iniziate un po’ di tempo fa, quando ho partecipato come relatrice a un convegno a Roma dal titolo molto interessante “Ti amo da morire”.
Proprio prima di arrivare al convegno, avevo assistito al litigio di una coppia. Mi ero fermata al bar, dopo aver camminato a lungo per le vie di Roma, per raggiungere la Camera dei Deputati, la sede dove si teneva il convegno. Seduta su uno di quegli sgabelli alti vicino al bancone, mentre portavo alle labbra un succo di frutta, ho sentito una frase detta sottovoce, quasi a denti stretti.

«No, non andartene, ti prego».
Era la voce di una donna.

Ancor prima di bere mi sono girata in cerca del volto che l’aveva pronunciata. Ho visto un golfino color pastello, dei capelli castani ricci e dei grandi occhi nocciola. Erano ansiosi quegli occhi e le ciglia si muovevano a scatti, come per trattenere le lacrime. In lontananza, c’erano le spalle di un uomo che usciva mentre cercava nervosamente qualcosa in tasca. Chissà, forse le chiavi, o le sigarette, o il cellulare.

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Ho portato automaticamente il bicchiere alle labbra, per cercare una pausa di riflessione di cui la mia mente aveva bisogno. Stavo per partecipare a un convegno sulle ferite d’amore e per strada ne incontravo una. Impressa nei grandi occhi nocciola che fissavano le mani che muovevano nervosamente gli anelli alle dita, come per cercare un sollievo a quel momento difficile. Il golfino color pastello sembrava incurvarsi su un dolore inaspettato che faceva fatica a contenere.

Io non so quale fosse la storia racchiusa nei grandi occhi nocciola, ma la mia mente era planata dal bar di Roma ai visi delle donne che tante volte mi raccontano le loro pene d’amore. Certe volte sono visi che vedo ai miei seminari, altre volte sono visi che immagino mentre le condivisioni che arrivano giornalmente numerose al mio sito, alla mia pagina facebook, altre sono i visi delle icone di facebook, dove le donne coraggiosamente si raccontano.

Quello che so, e che ho sottolineato durante il mio intervento al convegno, è che le donne oggi hanno raggiunto tanti risultati  e sono diventate forti sotto tanti punti di vista.

Ma in amore sono ancora fragili.

Sono esposte alle delusioni e alle ferite d’amore perché mancano di una protezione interiore che può nascere solo da un’intima connessione con sé stesse.
Le donne tante volte non solo soffrono per amore ma subiscono violenze, come è emerso chiaramente al convegno. Pensano di non essere mai abbastanza perfette, abbastanza attraenti, abbastanza capaci. Credono di non essere in grado di vivere senza il loro uomo, anche se non le rispetta, anche se non le valorizza, anche se non le sostiene…
Sono donne di qualsiasi età ad affrontare giornalmente il dolore d’amore, delle relazioni vissute nell’angoscia, a subire la paura dell’abbandono. Le pene d’amore certe volte sono capaci di soffocare la vitalità delle donne. Le lasciano esangui e pallide, prive di forza e di voglia di vivere. In certi casi è sofferenza pura, che morde l’anima, che toglie il respiro e raggela di fronte a un abbandono improvviso, a un tradimento, a una indifferenza che impoverisce il cuore. Ma spesso è anche l’agonia di un telefono che non suona, di un sms che non arriva.

Come fare, per amare senza farsi male?

Io ho imparato da Mila Raisse, la mia Maestra, la donna che mi ha guidato nella Via Femminile, che esiste un solo modo: centrarsi su se stesseconnettersi alla propria forza interiorealla propria anima.

Una volta che questo contatto è avvenuto, la relazione con il maschile diventa la possibilità di un equilibrio comune e non la compensazione alle proprie debolezze.

Mila diceva che quando la donna è fragile interiormente, le sue relazioni affettive saranno sempre fragili. Io penso sia vero. Lo noto nelle donne che mi raccontano del loro amore ferito. Se c’è fragilità interiore le relazioni affettive sono fragili, accompagnate da gelosiapossessività, senso di incertezza e inadeguatezza.
Queste donne centralizzano la loro vita nella relazione sentimentale, rendendo povero il loro modo di amare.

Cara amica della Via Femminile, tu cosa ne pensi?

Mi farebbe molto piacere se lasciassi un tuo pensiero in questa pagina. Puoi farlo qui in fondo, sia con facebook che con il modulo apposito. Se vuoi condividere qualcosa di te in tutta privacy usa un nickname e scrivi il messaggio nel modulo che trovi in fondo. Risponderò ai vostri commenti, dialogherò con voi. Se anche tu vuoi dialogare con le donne che scrivono qui puoi rispondere ai commenti. Ci sono verità davvero interessanti che vengono raccontate: una donna insegna all’altra attraverso la condivisione.

Ti abbraccio

Simona

Ps. Qui ci sono alcune foto del convegno “Ti amo da morire”
Ho incontrato delle donne della Via Femminile che sono venute a trovarmi e mi ha fatto tanto piacere.

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Simona Oberhammer Ideatrice della Via Femminile

Simona Oberhammer

Simona Oberhammer, la naturopata più famosa d’Italia, ha condotto i suoi studi e le sue ricerche internazionalmente e soprattutto negli Stati Uniti, in Germania e in Inghilterra, paesi dove la naturopatia è una scienza riconosciuta. Si è specializzata in nutrizione, bioterapie e idrocolonterapia negli USA. Oltre alla naturopatia, Simona Oberhammer si dedica alle donne con il programma della Via Femminile per la realizzazione professionale e personale

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