Malattie Ginecologiche Femminili: le Grida di un Corpo Dimenticato

Aiuto, sto soffrendo…

Il messaggio della malattia

«Perché quelle fitte dolorose durante le mestruazioni?»
«Perché il mio ciclo non è regolare?»
«Perché soffro di infiammazioni vaginali così ricorrenti?»
«Perché mi sono venuti i fibromi uterini?»
«Perché ho l’endometriosi?»
«A cosa sono dovute le cisti ovariche?»
«Quei noduli al seno, così all’improvviso, non capisco… »
«Possibile che non mi sia mai accorta di niente, poi durante un
esame ho visto cosa aveva prodotto il mio corpo?».

Quando durante i corsi Olofem vengono trattate le patologie degli organi femminili spesso le domande arrivano a raffica. All’inizio anch’io mi stupivo, per la verità. Mi stupiva l’urgenza delle richieste. Mi stupiva la sorpresa, lo smarrimento, l’angoscia nascosta dietro gli sguardi, trattenuta sotto la pelle.

Perché mi stupivo?

Perché erano donne vincenti sul lavoro, autonome, curate e indipendenti. Ma sulla loro salute vacillavano, sembravano in bilico, come su un piano inclinato. Le sentivo fragili.

Colpite nella zona femminile per eccellenza: l’apparato genitale.

Quando la donna dimentica la sua geografia femminile, il corpo non accetta questa assenza: per farsi “sentire” sceglie la strada della malattia.

Mi ammalo perché tu possa sentirmi

La malattia come richiesta di aiuto

Donna malata capelli lunghi

Se le patologie hanno cause organiche, non sono però le uniche.

Le cause sono anche “interiori”.

Cioè psichiche e spirituali.

Lo stato di salute è infatti profondamente collegato alla percezione intima che abbiamo di noi stessi, a livello più profondo.

La sofferenza emotiva ed interiore che si manifesta nel territorio della psiche prende anche le vie del corpo. A poco a poco invade spazi nuovi, si appropria delle funzioni organiche. E le stravolge.

Malattie femminili nascono da cause interioriNon vomitiamo solo per un’indigestione, ma anche per la paura, lo shock, il disgusto, l’ansia. La pelle non si accappona solo per il freddo, ma anche per il panico, la preoccupazione.

Ogni manifestazione emotiva ha ripercussioni sul corpo.

Lui sente, percepisce, pensa, parla, reagisce proprio come la nostra psiche. A volte, lo fa in maniera violenta o inaspettata: se una semplice emozione come un atto di rabbia o di gioia intensa ci fanno accelerare il ritmo cardiaco, le emozioni soppresse troppo a lungo possono invece manifestarsi in modo più subdolo. Le donne in particolare somatizzano molto: paura, delusione, sofferenza, disagio, ansietà, scontentezza, vergogna… Disagi non manifestati sedimentano nel tessuto corporeo e nelle sue funzioni.

Lasciando un segno.

I nostri organi sono sensibili al dolore rinnegato, all’autostima bloccata, alla rabbia ingoiata. Si contorcono nella repressione della sessualità, nella stretta soffocante di un “no” che non abbiamo avuto il coraggio di pronunciare.

Gli organi sofferenti gridano il loro disagio.

Ci sono collegamenti precisi tra un femminile non vissuto e le risposte patologiche.

Naturalmente una malattia nasce sempre da più fattori. Però il modo in cui noi viviamo la nostra dimensione femminile ha un ruolo importante. Anzi importantissimo. Influisce sul manifestarsi della patologia, sulla sua intensità, sulla durata, sul peggioramento o sul suo processo di guarigione.

Se il femminile non è vissuto, il corpo delle donne prima o poi si ammala.

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La femminilità negata

Che ne è di me stessa?

donna-con-femminilita-negataQuando la dimensione femminile viene negata, la donna si ammala. Se lei adotta troppo spesso i codici maschili, a discapito di quelli femminili, destabilizza se stessa: è come se viaggiasse in un territorio dove è straniera.

Nei disturbi alimentari, per esempio, si condensano molte forme di malessere: di un femminile respinto o ricercato ossessivamente. Di un corpo ripudiato, punito, estromesso da sé.

Ci sono sempre più donne che modellano gusti, comportamenti e pensieri sui codici maschili.

Che ne è di un femminile così poco riconosciuto?
La negazione è la sua risposta.

Una negazione che non sempre assume esteriormente le sembianze del maschile. Tante volte il corpo femminile è curato, truccato, ben vestito. Ma è una percezione esteriore.

Che non basta.

Donna in un persorso al femminilePerché l’energia femminile non si inganna con l’apparenza. Se non è riconosciuta, scoperta, accettata, risponderà a suo modo: le mestruazioni diventano dolorosissime, la menopausa un tormento, il ciclo si blocca, l’utero si irrigidisce nei fibromi, il seno si riempie di noduli, la frigidità prende il posto dell’orgasmo. È un corpo di donna lontano, che può essere riscoperto in un solo modo.

Con un percorso al femminile, verso se stesse.

Un percorso che ci mette in contatto con la nostra essenza interiore e ci guida verso il benessere.

 

Simona Oberhammer Ideatrice della Via Femminile

Simona Oberhammer

Simona Oberhammer, autrice bestseller Mondadori, oltre alla naturopatia, si dedica alle donne con il programma della Via Femminile per la realizzazione professionale e personale